Sbriciolamenti…la vita della donna del piano di sopra

Trama:





2004, Cambridge, Massachusetts. Nora Eldridge, insegnante elementare sulla quarantina, è da tempo scesa a compromessi con il sogno di essere un’artista di successo, una madre e una donna amata. È piuttosto diventata la «donna del piano di sopra», una persona gentile ma insignificante, un’amica affidabile ma sempre spettatrice dei successi altrui. Finché nella sua vita arrivano i cosmopoliti Shahid: Reza, un nuovo alunno, un bambino di otto anni che sembra uscito da una fiaba, e i suoi genitori, Selene, artista italiana di grande fascino, e Skandar, professore libanese a Harvard per un anno di insegnamento. Quando Reza è vittima di un episodio di bullismo, Nora viene coinvolta sempre più intensamente nella vita degli Shahid, fino a ritrovarsi innamorata di ciascuno di loro, come se ognuno dei tre, separatamente, andasse a colmare l’abisso di desiderio appannato dalla vita quotidiana. Sarà la loro intelligenza, il loro talento, il loro successo, o la loro sessualità aperta ad affascinare Nora? Oppure la diversità «europea» che emana dalla loro vita libera, dalla loro casa elegante, dalla loro tavola esotica? I rapporti con i membri della famiglia diventano via via più intimi, personali, e la suspense aumenta man mano che i sentimenti si fanno più ambigui. Quando Selene e Skandar torneranno definitivamente in Europa senza più contattare la loro amica americana, Nora cercherà di capire le ragioni del loro allontanamento. Ma soltanto, anni dopo, durante un viaggio a Parigi, saprà cos’è veramente successo, che cosa si sia immaginata e chi fossero in realtà i due esotici europei.
Claire Messud possiede un talento sicuro nel creare suspense e ambiguità, nel tenere il lettore con il fiato sospeso da una pagina all’altra, avvolgendolo nella stessa rete leggera, impalpabile, in cui la coppia di intellettuali anticonformisti d’oltreoceano imprigiona l’ingenua Nora. Come nei romanzi di Henry James, l’americana «innocente» si fa sedurre dagli europei «diabolici»: il risultato è una storia ad alta tensione psicologica dal ben congegnato finale choc.
 
 
 
 
Le donne del piano di sopra sono quelle tranquille, quelle che salutano se le incontri per le scale, quelle attente alla quiete del palazzo.
Nora ha poco più di quarant’anni, è una maestra elementare ed è single, più per necessità che per scelta.
Da sempre coltiva la passione dell’arte, lei crea diorami, stanze piccole come scatole di scarpe, in ogni stanza Nora inserisce sempre una figurina d’oro che rappresenta la gioia.
La sua vita si sconvolge con l’arrivo di un nuovo alunno: Reza, un bambino che la colpisce fin dal primo incontro, un bambino che ahimè nella nuova scuola diventa vittima di bullismo, è così che Nora ha la possibilità di conoscere la mamma, un’artista.
Tra le due scocca un’intesa, un’amicizia e pian piano Nora si inserisce nella sua vita.
Nora inizia a vivere una vita non sua, una vita che ha sempre sognato, Reza è il figlio che non ha mai avuto, il padre del bambino è l’uomo perfetto che avrebbe voluto sposare, la mamma è ciò che lei avrebbe voluto essere e non è.
Lei vive di riflesso di questa famiglia, infatuandosi di ognuno dei componenti, dipendendo da loro al tal punto che quando la famiglia si trasferisce il suo mondo crolla.
Il libro è ben scritto, la lettura scorrevole e la storia molto originale…è felicità ma anche rabbia, è amore ma anche solitudine
 
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