Crash! Superstizioni ed un po’ di ilarità…

Sono una donna del sud…ma non sono superstiziosa, ci credereste mai?
Solitamente il venerdì 17 non mi ha mai regalato “catastrofi e situazioni no” tanto da prevedere da parte mia un utilizzo frenetico di corni e ammennicoli vari…eppure vi assicuro che grazie alle mie origini non mi sono mai mancati in giro.
Nella mia memoria, come ricordo più vivido c’è il mio primo esame di Lingua e Letteratura Giapponese, il 17 novembre di ormai diversi anni fa… ebbene si quel 17 era proprio un venerdì, a parte  che l’esame è sembrato più un viaggio della speranza che un esame in sé (iniziato alle 8.00 del mattino è finito per me alle 20, ebbene si ero l’ultima della lista) ma ho riportato un risultato positivo ed è questo quello che conta, no?
Sempre per restare in tema di superstizioni universitarie, nella mia città c’è la regola che un iscritto all’università (se vuole naturalmente concludere il suo corso di studi) non dovrebbe mai salire sul Vesuvio…eccomi, presente…io l’ho fatto! Dopo un secondo anno universitario fruttuoso dove avevo portato a segno 4/5 esami (e vi assicuro che con il vecchio ordinamento era un “signor” risultato) ho avuto la brillante idea di salire sulla bocca del Vesuvio con un’amica…mi sono laureata eh…con il tempo, ma l’ho fatto. Non so se queste superstizioni possano valere anche in trasferta perché a quel punto già che c’eravamo sono anche salita sulla Torre degli Asinelli a Bologna… ho solo evitato di guardare negli occhi la statua della Minerva a La Sapienza di Roma, e questo mi sembra un gran bel risultato visto che ancora ho una “pratica universitaria” in corso.
Come dicevo, alla fine mi sono laureata e sono volata per 6 mesi in Giappone, neanche riuscireste ad immaginare quanto il popolo giapponese sia un popolo superstizioso, roba da far impallidire noi napoletani.
Ad esempio, in Giappone il numero 4 ( 四 la cui pronuncia è SHI… la stessa del sostantivo morte 死) è un numero, come capirete, considerato di cattivo auspicio e per tanto negli ospedali, negli alberghi etc etc il numero della camera 4 ad esempio non esiste, così come spesso non esiste il 4° piano, la 4° fila sugli aerei e così via.
Ci sono poi anche superstizioni alimentari, se mai dovesse capitarvi di andare in Giappone state attenti a come adoperate le vostre bacchette, in primis non conficcatele mai nel piatto contenente il riso e non passate mai il cibo di bacchette in bacchette, entrambe sono pratiche che si eseguono durante i funerali e gli altri giapponesi potrebbero guardarvi un po’ male.
Per restare in tema, quando passa un carro funebre i giapponesi discretamente nascondono i pollici chiudendoli in un pugno (siccome il pollice si dice 親指 OYAYUBI “dito-genitore” nascondendoli si proteggono i genitori dalla morte.
Insomma in molti templi e santuari si vendono oggetti che dovrebbero propiziare la fortuna in ogni settore della vostra vita, come gli おみくじ OMIKUJI foglietti di carta che predicono il vostro futuro. Dopo averli letti andrebbero appesi su di un’apposita rastrelliera che troverete sempre nei pressi dei templi in modo da far avverare la previsione fortunata e allontanare quella nefasta. Io naturalmente me lo sono portato nel portafoglio per circa 4 anni perché era troppo carino, poi mi hanno rubato il portafoglio…dite che c’è una qualche corrispondenza retroattiva?
Ma la più divertente senza ombra di dubbio è quella che se si va a dormire subito dopo aver mangiato si diventa una mucca.
Potrei continuare all’infinito, se siete curiosi chiedete pure… ^_______^

 

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