Non ci vedo chiaro…l’estate più calda degli ultimi anni e la mia panciotta di 9 mesi

E’ chiaro che già nel titolo di questo post c’è dell’incompatibilità…come si può giustificare un Caronte, che arriva dopo il suo amico Flegetonte, il quale, anziché traghettarsi, stanzia molto volentieri sulla nostra penisola?
Se siete appassionati di statistiche vi farà piacere sapere che un’estate così calda risale a circa 12 anni fa. 12 anni fa io ero una pulzella che neanche ci pensava alla maternità, figuriamoci alla maternità in estate, in realtà da ingenua non ci ho pensato neanche quando a novembre nel freddo milanese ho fatto il test di gravidanza. Ed ora sono qui nella mia forma rotonda, che una balena al confronto sembra un’acciughina, agli sgoccioli di questa gravidanza ma, anche agli sgoccioli veri e propri…che qui neanche si può andare in giro per casa con indosso la pelle figuriamoci con gli indumenti.
Al mattino, dopo una notte insonne (ma di questo ne parliamo poi) apri gli occhi e vorresti essere tra quegli animali fortunati che vanno in letargo al contrario, vorresti svegliarti a dicembre e non fa niente che stai quasi per partorire, io Mini-Mini me lo/la terrei ancora in grembo che così al risveglio del letargo è quasi tempo di svezzarlo/a…si, vorrei essere la prima donna a partorire di 14 mesi, con tanto di gesto dell’ombrello dedicato a Caronte sul lettino dell’ospedale.
Le lenzuola del letto sono un sudario peggio della Sacra Sindone, non ti basterebbero le scorte di biancheria della regina Elisabetta per avere sempre lenzuola fresche e che profumano di fiori di violetta.
Con uno scatto da gazzella (perché non importa che tu sia leone o gazzella tu vorresti scappare) cerchi di alzarti dal letto dimenticando che Kafka si è ispirato a te nel suo famoso romanzo, quando ti arriva inesorabile la stilettata dell’ inseparabile amica “pubalgia”…(questa gravidanza avevi cantato vittoria troppo in fretta pensando che non sarebbe arrivata).
Una volta in piedi inizi a muoverti con l’eleganza di un vitello dai piedi di balsa, ma ormai il più è fatto e allora inizi la giornata cercando di non fermarti mai (si sa che chi si ferma è perduto) ma poi il caldo, la stanchezza, il peso della pancia che si fa sentire, ti costringono ad un riposo, soprattutto se ti sei guardata le caviglie e l’intera famiglia di Peppa Pig ce le ha più sottili delle tue.
Vivi in simbiosi con ventilatore e condizionatore e non temi il confronto con i sub e le loro bombole di ossigeno, se scopri al momento della preparazione dei pasti che hai dimenticato un ingrediente piuttosto che fare un salto al supermercato fai appello ad un giorno di dieta nazionale o ordini 8 quintali di rosette al servizio “spesa a casa” per giustificare l’ingrediente mancante, che quando torna tuo marito la sera inizia ad avere un leggerissimo sospetto che anche tu ti sia innamorata di Diego Abbatantuono come Pina Fantozzi.
La tua salvezza sono le docce lunghe e ripetute, talmente ripetute che i 5 minuti di scarto tra una contrazione e l’altra, di preludio durante la prima gravidanza, in confronto erano pause interminabili in cui avresti potuto giocare a sudoku, dopo questi mesi estivi sarai costretta ad accendere un mutuo per pagare la bolletta di luce e acqua che neanche d’inverno con i conti del riscaldamento centralizzato.
E poi che fai? La tua primogenita la trascuri? Lei ti guarda con quegli occhi da gatto di Shrek e ti fa: “Mamma, mi prendi quel gioco? E mi sollevi? E mamma pipì…” e tu pensi che come sempre nella tua vita non ci hai capito nulla, il primo figlio doveva nascere di luglio, 3 anni fa (un’estate dal caldo modesto…con qualche temporale estivo che ti ha costretto ad un golfino la sera) me la ricordo quell’estate come me la sono goduta con quel pancino appena visibile a fare su e giù dalla scaletta della piscina.
La sera ammirando i segni della Sacra Sindone sul lenzuolo ti appresti a svenire collassando dal caldo, dalla stanchezza, dall’idea “che domani è un giorno nuovo” chiudi gli occhi ti giri e ti rigiri non priva di dolore al basso ventre…ti sembra di aver dormito un’eternità quando poi apri gli occhi e scopri che sei andata a letto a mezzanotte e che l’orologio segna solo le 2.00, allora speri che si sia rotto, piuttosto domani lo butti ma che soddisfazione sarebbe scoprire che invece toh sono le 6.00 del mattino ed invece le 6.00 del mattino le aspetti con gli occhi sbarrati, finendo l’ennesimo libro e chiudendo la copertina pensi che un tempo l’alba l’aspettavi con un battito del cuore diverso…ed una smorfia di dolore data da una contrazione ti fa pensare al diavolo Caronte presto sarò mamma!

 

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2 pensieri su “Non ci vedo chiaro…l’estate più calda degli ultimi anni e la mia panciotta di 9 mesi

  1. Post divertentissimo (a tratti tragicomico direi!) nel quale mi ritrovo al 100%! Vogliamo parlare anche dei gonfiori delle mani e delle caviglie?! Dormire è diventato un vero incubo…preferirei dormire in piedi se potessi! Non trovo la posizione, quando la trovo mi appiccico al letto dal caldo ed ogni 30 minuti devo trovare il modo di scollarmi dalle lenzuola per andare a fare pipì! Che fatica diventare mamma! …ma speriamo sia anche una gioia grande-grande! Dai Simo…manca poco!! Il mio countdown segna -17! Si salvi chi può!! Hihihihi!

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  2. Tragicomico è la definizione esatta…quando l'ho scritto ho pensato anche a voi colleghe di panza estive…stanotte naturalmente alle 2.00 ero sveglissima…ho visto un film e mi sono riaddormentata penso alle 4.00…anche io vittima della spiacevole sensazione di “scollamento” dalle lenzuola. Vedrai sarà la gioia più grande che tu possa provare e sorrideremo di questi ricordi.

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