L’emanazione empirica dell’amore

Ho conosciuto narrativamente parlando Chiara Gamberale nel 2010, in giro per le strade di Roma i manifesti pubblicitari di Le luci nelle case degli altri mi avevano incuriosito. Sono entrata in una libreria e ho comprato questo romanzo, di questa scrittrice per me ancora sconosciuta.  Il titolo mi rimandava ad un “gioco” che amo ancora adesso fare, quando mi capita di viaggiare o in generale di visitare posti nuovi di sera, mi lascio catturare dalle luci che illuminano le camere dei palazzi e provo ad immaginare chi sono le persone che popolano quella stanza cosa stanno facendo e così via…
Ho amato Le luci delle case degli altri fin dalle prime righe, proprio per la mia “attitudine” a fantasticare su di un palazzo con le luci accese, un romanzo come quello della Gamberale (e tempo addietro come L’eleganza del riccio di Muriel Barbery e la trilogia di Katherine Pancol) non ha fatto altro che alimentare questo mio gioco.
Come la giovane Amélie che dal suo appartamento scrutava e raccontava dei vicini ( Il favoloso mondo di Amélie) mi sono ritrovata nel giro di poche pagine impelagata nelle storie del condominio di via Grotta Perfetta 315 e pagina dopo pagina, parola dopo parola ad amare Mandorla (tra l’altro un nome dolcissimo) la vera e indiscussa protagonista del libro.
Letta l’ultima riga di questo splendido romanzo, ho sentito l’esigenza di andare a ritroso nelle pubblicazioni di Chiara, e nel giro di poco tempo mi sono procurata i suoi 5 romanzi precedenti.
Mi sono piaciuti tutti, chi in un modo chi nell’altro e da quel momento ogni qualvolta Chiara pubblica un nuovo romanzo corro a comprarlo. Leggendo i suoi scritti ho inevitabilmente messo tasselli alla Gamberale persona, ho provato ad immaginarla diverse volte  ma poi mi sono resa conto che “Adesso” era arrivato il momento di fare la conoscenza di Chiara, era il momento giusto per restarne delusa o perché no per confermare tutte le idee che mi ero fatta su di lei.
L’occasione si é presentata “adesso” o meglio ieri. Qualche mese fa, mia cognata mi aveva detto che sarebbe andata ad un incontro con la Gamberale che aveva chiamato “a raccolta” i suoi lettori, avrei voluto esserci ma la Mini-Mini di soli 3 mesi in un certo senso é stata una piacevole zavorra. Ma quella di ieri: la presentazione in anteprima del suo nuovo romanzo, non me la sarei persa per niente al mondo.
Eppure ci sono andata molto vicina, quando mentre mi preparavo emozionata come poche, spiegando alla Mini-Me quello che stavamo per andare a fare, sento L’AltraMetàDi-Me urlare che la Mini-Mini dopo essersi “ciucciata” un foglio di carta, precedentemente colorato dalla sorella con un pennarello, aveva tutta la lingua verde.
Ho pensato: “Sta a vedere che anziché il libro in anteprima stasera me ne torno a casa con il referto del pronto soccorso.” Per fortuna il pennarello era di una nota marca di pennarelli atossici e così siamo andati alla Feltrinelli di Via Appia.
Ho visto Chiara, l’ho sentita parlare, raccontarsi e raccontare il libro, rispondere alle domande, l’ho vista emozionarsi. Nessuna “delusione” cresceva dentro di me. Poi c’è stato il momento finale, in cui Chiara ha comunicato che avrebbe autografato le copie, che noi tutti stringevamo tra le mani. Mi sono messa in fila con la Mini-Mini in fascia e la Mini-Me per mano, che in quel momento esatto ha abbandonato il padre per raggiungermi. E in quel “adesso” Chiara mi ha guardato e mi ha fatto cenno di raggiungerla. Per me ha vinto a mani basse. Abbiamo un po’ parlato, fatto le foto e lei é stata carinissima con la Mini-Me é sembrato di conoscerci da sempre.
Emozionata me ne sono andata con la mia copia autografata, rivolta alla Mini-Me ho detto: “Lo sai mamma é proprio felice oggi?” e lei serafica “Perché?” “Perché mi sento come se tu avessi incontrato Peppa Pig o la Dottoressa Peluche”. Mi ha sorriso.
Non ho ancora iniziato la lettura del libro (che recensirò a breve) voglio prima scaricare da I tunes le canzoni di Erica Mou  (della quale ho amato testi e melodie),  non c’è colonna sonora più adatta per questo romanzo e ringrazio Chiara per avermi fatto conoscere questa ragazza dolcissima, che ricorda Amélie Poulain, dalla voce fantastica.
Ancora ringrazio Chiara perché ha dei lettori davvero speciali.
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