Gli anni passano…i papà restano

Mio padre é sempre stato nella mia vita una presenza discreta, quando ero piccola mi piaceva leggere per lui, nelle domeniche estive, quando non era in turno lavorativo ci piaceva metterci al balcone, lui su quelle sedie a sdraio fatte di fili di plastica ed io su una piccola sediolina di legno. 

Ancora adesso, quando vado a trovarli e salgo in mansarda rivedo il libro di Candy che mi piaceva leggergli e mi prende un tuffo al cuore, erano momenti tutti nostri quelli, anche se il mio papà quel libro poteva ormai comporlo ad occhi chiusi, lui mi ascoltava sempre come se fosse la prima volta.

Mio padre é un tipografo ormai in pensione, lavorava al quotidiano Roma e faceva turni assurdi per costruire il nostro avvenire, poi sfortuna volle che il quotidiano chiuse e lui con una moglie e 3 figlie si mise in proprio aprendo una piccola tipografia sotto casa, l’odore della stampa é per me più inebriante di Chanel n.5.

Mio padre ha lavorato tanto, quando noi eravamo in vacanza lui era in città a comporre lavori, a districarsi tra i caratteri in quella cassettiera, che dismessa l’attività me la sarei portata a casa, quanto mi piaceva giocare con quei caratteri inchiostrati, il tavolo luminoso sul quale facevo disegni bellissimi seduta su pacchi di risme di carta.

La Heidelberg (la macchina stampatrice) che prendeva i fogli li stampava e li riponeva, mi incantava, restavo a guardarla finché non terminava il lavoro, il camice blú scuro di papà, croce e delizia della mia mamma che ad ogni lavaggio lo riportava lindo come quando era stato comprato, la pasta per mani, granulosa, miracolosa per ripulirsi dall’inchiostro.

Penso che la mia passione per la lettura e per la scrittura non sia spiegabile se non attraverso la mia infanzia. 

Mio padre, il nonno che ha perso completamente la testa per le sue nipotine, un uomo tra le donne, a volte incompreso a volte incomprensibile. Lo vedo adesso, il passare del tempo sul suo volto e tra i suoi capelli grigi, giocare con le mie bimbe, vorrei fermare l’attimo, e godermi le loro risate, i loro giochi inventati al momento, le parole sconclusionate…e i “…nonno,…nonno”.

Buona festa del papà.

[Questo post partecipa agli esercizi di scrittura del gruppo Aedi Digitali, con tema #padre]

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