La brigata della vita e della morte 

Libera interpretazione (la mia) de “La morte é la curva della strada” di Fernando Pessoa

[Questo post partecipa agli esercizi di scrittura creativa degli #aedidigitali]

La morte è la curva della strada,

morire è solo non essere visto.

Se ascolto, sento i tuoi passi

esistere come io esisto.

La terra è fatta di cielo.

Non ha nido la menzogna.

Mai nessuno s’è smarrito.

Tutto è verità e passaggio.

 Fernando Pessoa
La morte é la curva della strada, su quella strada che era la tua vita, tu hai trovato la tua curva, l’imprevisto che nettamente ci ha separato: io vita, tu morte. 

Eravamo giovani, lo erano le nostre risate argentine, rese più acute da quella sensazione di euforia che svuota i bicchieri e ti inebria la testa, io un vestito a fiori leggero tu piegato su di me a sussurrarmi qualcosa. Con le spalle al mare sospinti da un venticello lieve, sbocconcellavo parole, le tue parole, intervallate da pause e risate e baci.

Morire é solo non essere visto, come quella curva avvolta dalla nebbia, ma io ti vedo sei qui accanto a me sul seggiolino che piano piano si sporca di rosso, si io ti vedo…ma non sento il tuo respiro. Hai un rivolo che ti solca la fronte, come volesse dividere ragione e sentimento. Morire é solo non essere visto, nessuno ci soccorre, nessuno corre verso noi con la paura di non essere arrivato in tempo. 

Se mi concentro e mi allontano mentalmente da questa scarpata riesco a sentire le tue ultime parole, il suono delle tue scarpe sul brecciolino del parcheggio, riesco a sentire il calore dei motori spenti e allora é lí che tu esisti, come me che sono ancora viva. O forse sono io quella che tu non vedi e la realtà è quella tua, non la mia. 

La terra é diventata cielo, per un attimo in cui l’auto si é girata su sé stessa, i nostri piedi erano in cielo le nostre teste in terra, adrenalina da luna park, chissà se l’hai sentita o hai chiuso gli occhi prima. Non ti é mai piaciuta la velocità eppure ti sei addormentato senza lasciarmi il tempo di abituarmi, come quando la sera il tempo di lavarmi i denti e già dormivi. 

La vita non é una menzogna, la morte non é una menzogna, la verità sta nel cammino, anche nella strada liscia, nei sorsi di birra, in questa nebbia che sembrava ovattata, nessuno si é mai smarrito anche se ha avuto il timore, la sensazione, lo stupore di essersi perso. Tutte le strade, quelle abituali, quelle occasionali, quelle mai percorse celano una curva, forse l’ultima.

Il passaggio é obbligato dopo un rettilineo c’è sempre una curva. Tu lo sapevi vero? Per questo quando l’auto é sbandata mi hai preso la mano e non mi sono sentita sola.

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2 pensieri su “La brigata della vita e della morte 

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