La deviazione dei 5 km

Per dieci giorni ho provato a superare i miei limiti, non ho sentito il richiamo del divano ma ho messo le scarpe da runner e ho raggiunto piccoli risultati passo dopo passo.

L’ho già detto in un post precedente, sono una pigra, assolutamente un’anti sportiva eppure qualcosa é cambiato…prepararmi ad affrontare la Race for the Cure…mi ha aiutato a crederci, a voler affrontare il tutto con dedizione e costanza. 

É vero é una maratona di beneficenza, senza vincitori né vinti, puoi scegliere di sederti sul prato, di camminare per 2 km o di camminare per 5 km. Mi é bastato guardare dall’alto il Circo Massimo gremito per emozionarmi, mi é bastato guardare quel mare (ahimé) di donne in rosa per commuovermi ( donne che ce l’hanno fatta a sconfiggere il cancro al seno o che stanno affrontando a testa alta la battaglia) per commuovermi.

Ho deciso di correre per tutte queste donne ed anche per quelle che non ce l’hanno fatta, ho pensato a Wondy e mi si é stretto il cuore. Ho iniziato a correre pensavo di mollare ed invece al bivio ho scelto di continuare per altri 3km, mi sono resa conto che spesso i nostri limiti sono più mentali che fisici e sono stata contenta di aver superato i miei.

Io all’arrivo ci sono arrivata correndo e sono stata felice, ma di una felicità pura. Non pensavo mi avrebbe coinvolta così tanto, mi sono voluta bene ed ho voluto bene ad ognuna di quelle donne in rosa, a sostenermi la mia famiglia con la maglia della Race for the Cure, l’AltraMetàDi-Me, la Mini-Me e la Mini-Mini mi hanno appoggiato e insieme hanno percorso la 2 km.

É con questo spirito che vorrei crescessero le nostre bimbe…facendo qualcosa per gli altri.

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2 pensieri su “La deviazione dei 5 km

  1. Bel gesto e soprattutto brava! Hai fatto qualcosa per gli altri ma tanto anche per te stessa. E’ sicuramente vero che i limiti sono prima di tutto mentali. E spesso ci vengono imposti da altri ancora quando siamo piccoli. Per esempio a me hanno sempre detto che non ho manualità e, di conseguenza, sempre per una sorta di “pigrizia” mentale, non mi ci sono mai impegnata. E se non me lo avessero detto? Forse lo sarei lo stesso, ma forse no.

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