La complessità dei rapporti

Correva l’anno 1990 i juke box diffondevano le note di Mandela day dei Simple Minds, io avevo da poco compiuto 16 anni, ero in vacanza, abbronzata e felice uscivo di casa tutte le sere con la mia compagnia e rincasavo tardi tutte le sere, aspettando che passasse il treno notturno per infilare le chiavi nella toppa e non svegliare mia madre e a volte le mie sorelle.

Facevamo le vasche (come si chiamavano un tempo le passeggiate avanti e dietro sul lungomare), a volte prendevamo un gelato, spesso spessissimo ci sedevamo sul muretto spalle al mare. Tante amicizie sono nate su quel muretto e altrettante storie, storie della durata di una stagione a volte anche meno. 

Io non mi ero ancora mai infatuata, non mi sentivo bella, ero magra, con poco seno ma ero abbronzatissima e l’abbronzatura si sa alza l’umore. Mi sentivo piccola sicuramente più piccola di B. lo ero. Tanto che quando B. ha iniziato a scherzare con me, a cercarmi, a fare in modo di restare da soli in me neanche é sfiorata l’idea che potessi piacergli. Io avevo 16 lui ne aveva 24/25, lo vedevo grande (e lo era sul serio) quando lui si é fatto più esplicito l’ho rifiutato per paura e lui é sparito ed é stato in quel momento che ha iniziato a mancarmi, mi sono accorta che mi piaceva scherzare con lui e anche fare discorsi seri, mi piaceva il fatto di sentirmi al centro dell’attenzione per qualcuno, mi piaceva restare al bar ad ascoltare Purple rain con B. che cantava dedicandomela (per inciso ho conosciuto Prince e amato questa canzone grazie a B.).

Ho scoperto subito quanto siano delicati i rapporti già dalla loro nascita, ho scoperto quanto ha potuto bruciare un rifiuto per un ragazzo di 25 anni, ho scoperto che ferire una persona può portare all’allontanamento di quest’ultima, ho scoperto che l’amore non sempre é corrisposto ma che sentirsi voluti bene é sempre una dolcissima lusinga.

Ancora oggi se mi capita di sentire Purple rain di colpo mi ritrovo seduta sull’argine della strada lí dove iniziava la spiaggia con lo sguardo verso il mare color pece e la luna argentea che lo decora, ho accanto B. il suo profumo, con le spalle al chioschetto della spiaggia, le risate dei nostri amici in lontananza e il mescolarsi dei nostri discorsi: quelli di una ragazzina che si sta appena aprendo alla vita e quella di un ragazzo che di esperienze ne può già raccontare tante.

Due estati dopo mi innamoravo davvero, in quello stesso posto, con quello stesso mare, di un mio coetaneo che il solo sguardo mi faceva sentire in subbuglio lo stomaco…pensavo di aver imparato a gestire gli innamoramenti e gli innamorati ma non era così.

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