Apocalisse

Il rientro in casa dopo due settimane fuori: il delirio. Rientrando ho sbirciato nella guardiola del portiere e più della metà dei pacchi che ho visto sono i miei.

Metto le chiavi nella toppa e casa è in super ordine (avevo dimenticato la fatica fatta per lasciare tutto in modo accettabile, persino la loro camera), roomba ha fatto il suo dovere, insomma tutto è perfetto.

Entriamo, le valigie ingombrano il corridoio, le bimbe corrono in camera a prendere giochi ormai dimenticati, si improvvisa un puzzle nell’antibagno, si spargono scarpe, si tolgono i maglioni pesanti, perché se pure non è arrivata la primavera, fa decisamente più caldo che in montagna.

Improvviso una cena: cosce di pollo e verdure. Vorrei e dovrei fare un mucchio di cose, tra le quali lavorare ma scelgo di andare a dormire, il pensiero che al risveglio ci saranno lavatrici da fare, valigie da svuotare, spesa da fare e lavoro da consegnare, quasi quasi mi fingo morta come l’opossum.

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