Race for the cure

Quest’anno niente partecipazione attiva alla maratona di Race for the cure, ma non potevamo mancare, quest’anno ha avuto per me un’intensità diversa.

L’anno scorso è stato bellissimo correre per 5km ed essere cosciente che se quelle donne in rosa ce l’avevano fatta io potevo di certo arrivare al traguardo con il fiatone e le gambe stanche.

Quest’anno è stato diverso, qualche giorno fa ho fatto la mammografia e pensavo di dover archiviare questo evento per almeno un anno e invece siccome la mammografia ha evidenziato la presenza di noduli (anche se niente di così chiaramente sospetto) sono chiamata a fare un’eco mammaria per capirci di più.

Ammetto che quando ho letto il referto della mammografia il cuore mi è balzato per aria, ho avuto paura e ho pensato alle cose peggiori. Poi mi sono tranquillizzata, innanzitutto pensando che la cosa più giusta da fare era prenotare l’ecografia per togliersi ogni dubbio, mi sono ripetuta tante volte che se anche dovesse evidenziare qualcosa di poco bello, non c’è nulla che non si possa fare, poi mi sono detta che magari sono noduli che stanno lì tranquilli e non metteranno a repentaglio la mia salute.

Ecco perché ancora di più, per me partecipare alla Race of the cure era importante, la prevenzione è importante e non controllarsi per paura, non aiuta noi né la ricerca.

Affronterò quest’altro controllo con maggiore consapevolezza. Oggi tante donne mi hanno insegnato che le donne possono vincere.

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