L’onda

Maria profumava di salsedine e gelsomino, aveva addosso il profumo di quelle mattine d’estate in cui pur essendo appena iniziata sembrava volgere al termine. Indossava un abito bianco sgualcito, aveva i piedi nudi e sulla testa i ricci ribelli che ricordavano le reti dei pescatori, in cui tutto restava imbrigliato.

Era corsa al mare, avventurandosi per quella stradina scoscesa che portava direttamente alla distesa di ciottoli, l’aveva percorsa senza guardare, inciampando ogni tanto in qualche radice tornata in superficie, aveva trattenuto il fiato come faceva ogni volta, come se fosse la prima volta…l’aria salmastra l’aveva investita ancor prima di scorgere le onde, poi lo aveva visto, il suo mare, era agitato come il tumulto che lei stessa sentiva dentro, come il cuore che stava per esploderle fuori dal petto, come la testa che le stava girando vorticosamente.

Aveva camminato di sasso in sasso fino a bagnarsi la punta dei piedi, aveva fatto un piccolo salto all’indietro per evitare che l’onda infrangendosi su un masso le bagnasse l’abito, senza distogliere lo sguardo dal mare lo aveva visto, lo aveva sentito.

Si, perché Antonio lo vedeva con il cuore prima che con gli occhi, lo sentiva con la pancia prima che con le orecchie, il cuore aveva preso a batterle forte, senza rendersene conto, le sue labbra si erano distese in un sorriso, le sue braccia si erano preparate ad accoglierlo. Antonio la cinse da dietro sussurrandole un impercettibile – “ti amo”-, lei rispose –“mi piaci”-, così alla cieca, senza nemmeno guardarlo in volto, poi continuò –“mi piaci sempre di più”-.
Era un loro rituale, un loro modo di giocare, il preludio a baci che passavano da una bocca all’altra sospinti dalla tenerezza e poi dalla voracità di appartenersi, di possedersi, di mordersi.
Antonio la prese per mano, mentre i suoi occhi non smettevano di guardarla, di perdersi nella distesa chiara e profonda di uno sguardo, il cui colore ricordava il riflesso delle montagne boschive sullo specchio del mare.

La condusse con sé mentre le labbra restavano appiccicate per un tempo variabile ad ogni bacio, sembrava fossero due pesci che riuscivano a respirare ossigeno solo attraverso la bocca dell’altro, l’apnea era sempre più ridotta. Un giorno avrebbero davvero dovuto prendere in considerazione di contare la quantità di baci che erano in grado di scambiarsi, sembravano due liceali alle prime cotte.

Antonio prese a baciarle il collo sfiorando appena la pelle abbronzata, Maria emise un piccolo rantolo, le piaceva il modo in cui partendo dal collo, più precisamente da dietro l’orecchio destro, Antonio riuscisse a sfiorare con le labbra tutto il suo corpo, come un navigante che segue pedissequamente la mappa anche se conosce già la rotta, fino ad arrivare a baciarle le dita dei piedi. Nonostante lei non amasse il contatto dei suoi piedi non riusciva mai ad opporsi e ancor prima che arrivasse al più piccolo delle cinque dita aveva già aperto l’antro per ospitare la lingua di Antonio.

Sotto una capanna fatta di rami sbianchiti dal sole, Antonio le scostò il costume con voracità, nulla in lui era eccessivo, anche un gesto azzardato come quello, era stato pensato in modo da non mettere in imbarazzo Maria, sembrava che avesse sempre la situazione sotto controllo, anche se era concentrato su quel piccolo e sodo pezzo di pelle. Il ritmo con cui si muoveva tra le gambe di Maria era scandito dalla risacca del mare, quel giorno c’era mare mosso e questo bastava a scoraggiare qualsiasi bagnante, anche il più navigato. Maria si muoveva in maniera sinuosa, non riusciva a stare ferma, a stento tratteneva il piacere che le attraversava il corpo e cercava di esploderle in bocca, sembrava essa stessa un’onda che si ritirava per poi andare incontro all’estasi che arrivò in un baleno con la stessa potenza di un cavallone che infrangendosi sugli scogli si separa in mille spuzzi, allo stesso modo le si rigarono gli occhi, dapprima piccoli e silenziosi rivoli poi fiumi di lacrime di gioia, di completezza, di puro e primitivo piacere.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...